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Una nuova geografia politica dell’Europa

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La crisi dell’euro ha rivoluzionato la politica europea. Da una parte i tradizionali partiti politici trovano difficoltà nell'affermarsi in maniera credibile; dall’altra alcuni paesi sono stati relegati alla periferia dell’Europa.

“The new political geography of Europe”, una raccolta di saggi a cura di Nicholas Walton, Direttore per la Comunicazione di ECFR, e Jan Zielonka, Senior Policy Fellow, esamina l’influenza della crisi sulle dinamiche interne di 14 stati membri e cerca di capire se sia realmente in atto la costruzione di una nuova geografia politica in Europa.

I paesi analizzati sono Francia, Germania, Regno Unito, Olanda, Irlanda, Grecia, Spagna, Portogallo, Danimarca, Finlandia, Repubblica Ceca, Polonia, Bulgaria. E’ inoltre parte della raccolta il paper “Italy: a country in receivership”, a cura di Silvia Francescon e Marco De Andreis.

Questo lavoro è il risultato di diverse analisi e contributi di importanti intellettuali, giornalisti e accademici i quali hanno cercato di identificare i principali punti di attrito tra gli stati membri e quali siano le nuove forze politiche in gioco a livello europeo.

“The new political geography of Europe”, non guarda all’Europa dall’alto, ma prova ad comprendere come i cittadini europei siano stati condizionati dalla crisi.

Secondo Jan Zielonka “ l’Europa uscirà dalla crisi nel momento in cui riuscirà a reinventarsi ma solo dopo aver compreso come la crisi stessa stia influenzando la vita dei cittadini europei.  Questa Europa rinnovata dovrà concentrarsi sui problemi dei cittadini reali e non sulle esigenze di alcune élite, tra cui quella di Bruxelles”.

Per Nicholas Walton “ la crisi è cambiata: è nata come crisi bancaria, si è trasformata in economica ed ora ha raggiunto una dimensione politica, interna agli stati membri come anche attrito tra gli stati membri stessi. E’ per questo che stiamo assistendo ad una maggiore competizione tra progetti ed all'avanzare di proposte radicalmente differenti”.

Secondo gli autori, il riposizionamento della geografia politica dell’Europa sta avendo luogo su quattro livelli:

1)    Le élite tradizionali stanno subendo forti pressioni dalle nuove forze politiche e dai movimenti populisti.

2)     La divisione tra centro e periferia sta aumentando, con paesi che una volta si consideravano cuore dell’Europa mentre ora sono esclusi dal processo decisionale europeo.

3)     Il centro decisionale europeo si sta frammentando: il divario tra Parigi e Berlino cresce ed alcuni stati membri avanzano proposte individualiste per la risoluzione della crisi.

4)    Nonostante si parli sempre di più di “Unione Politica”, non vi è ancora una visione condivisa di integrazione europea.

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