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Sovranità digitale europea: da potenza normativa a superpotenza

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La pandemia covid-19 ha accelerato la trasformazione digitale delle nostre società e delle nostre economie. I cambiamenti nel telelavoro, nell'e-commerce e nell'istruzione online, che in circostanze normali avrebbero potuto richiedere anni, sono avvenuti in poche settimane. Le infrastrutture digitali e le nuove tecnologie si sono dimostrate fondamentali per il corretto funzionamento delle società e delle economie in un periodo di emergenza come anche una volta tornati alla normalità.

Di conseguenza, sono sorte domande di natura geopolitica su chi possiede le tecnologie del futuro, chi le produce e chi stabilisce e regola gli standard. Proteggere la sovranità digitale dell'Europa - cioè la sua capacità di controllare le nuove tecnologie digitali e i loro effetti sulla società - è ora più importante che mai.

Gli autori di questa raccolta di analisi esaminano il nuovo contesto geopolitico in Europa cercando di rispondere alle questioni fondamentali in materia di sovranità digitale, analizzando temi dal 5G, al cloud computing, alla politica della concorrenza. Insieme, i nostri esperti hanno delineato delle proposte ad ampio raggio su come l'Europa possa costruire e difendere la propria sovranità digitale.

Tra i risultati principali della ricerca:

  • Il Covid-19 ha rivelato l'importanza critica della tecnologia per la resilienza economica e sanitaria di un Paese, rendendo la trasformazione digitale e la sovranità dell'Europa in tale ambito una questione di importanza esistenziale.
  • Le crescenti tensioni tra USA e Cina sono un ulteriore incentivo per l'Europa per sviluppare le proprie capacità digitali; altrimenti l’UE rischia di diventare un campo di battaglia nella lotta per la supremazia tecnologica e industriale. 
  • I governi democratici - desiderosi di preservare un mercato aperto dei servizi digitali proteggendo al tempo stesso gli interessi dei cittadini - trovano nel modello europeo un'alternativa sempre più attraente rispetto all'approccio statunitense e cinese.
  • L'UE non può continuare a fare affidamento sul suo potere normativo, ma deve diventare una superpotenza tecnologica indipendente: gli arbitri non vincono mai la partita.
  • L'Europa si è lasciata sfuggire la prima ondata di innovazione tecnologica, ma deve approfittare della prossima, in cui ha vantaggi competitivi come nell’edge computing.
  • Gli Stati membri dell'UE non hanno una posizione comune su molte questioni tecnologiche né tantomeno una comprensione comune dell'importanza strategica delle tecnologie digitali, come ad esempio avviene per tematiche come l'introduzione della banda larga o l'applicazione dell'intelligenza artificiale

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