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L’economia egiziana: cosa può fare l’Europa

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L’Egitto è colpito dalla crisi economica e il tasso di disoccupazione è in costante ascesa. È a rischio la stabilità del Paese, che in ottobre affronterà nuove elezioni.
Il governo ha bisogno di denaro, ma non intraprende le riforme strutturali richieste, che sbloccherebbero miliardi di dollari in aiuti in quanto teme che tale scelta nel breve periodo possa minacciare la già fragile stabilità del Paese.

L’Europa può essere d’aiuto. Piuttosto che congelare i 6,5 miliardi di dollari destinati all’Egitto finché il programma di riforme del FMI non verrà approvato, l’Europa può destinare immediatamente parte di questi fondi a misure finalizzate a ridurre la disoccupazione, stabilizzare l’Egitto e aiutare le fragili istituzioni democratiche del Paese.

Nel Policy Memo di ECFR – “Egypt, the IMF and European Economic Assistance”<https://www.ecfr.eu/page/-/ECFR76_egypt_imf_MEMO_AW.pdf>, Farah Halime sostiene che le riforme strutturali sono necessarie per affrontare i profondi problemi dell’economia egiziana e l’Ue commetterebbe un errore se non agisse immediatamente.

L’Ue dovrebbe investire nei giovani: il settore privato egiziano fatica a trovare giovani qualificati. Le risorse dovrebbero essere destinate a programmi di formazione professionale per giovani egiziani.

L’Ue ha assunto l’impegno di sostenere due programmi per progetti infrastrutturali e di formazione tecnica. Questi, sommati ai fondi della Banca Mondiale per le piccole e medie imprese, dovrebbero servire come modello per programmi di aiuto più mirati.

L’Europa dovrebbe comunque allinearsi al programma di riforme del FMI, finalizzato a risolvere i problemi strutturali e di lungo termine dell’economia egiziana.

Secondo Farah Halime: “L’Egitto si trova in una situazione senza via d’uscita: ha bisogno di liquidità per prevenire l’instabilità dovuta alla disoccupazione e al tracollo economico, ma non può ottenere i fondi senza avviare immediatamente riforme che inizialmente provocherebbero instabilità nel breve periodo. L’Europa deve destinare fondi alla formazione per evitare che questa situazione di stallo minacci il consolidamento della democrazia in Egitto”.

Alcuni dati utili:

- L’accordo sul programma di riforme strutturali del FMI dovrebbe sbloccare un prestito di 4,8 miliardi di dollari, a cui si sommano 6,5 miliardi dall’Ue.

- L’inflazione, le entrate del settore turistico in diminuzione, estesi programmi di sussidi e le riserve estere in calo stanno sottoponendo il bilancio del governo ad una pressione estrema.

- L’Egitto sta guardando altrove, ad esempio verso Qatar, Turchia e Libia.

- Dall’inizio della rivoluzione, 4.500 fabbriche hanno chiuso.

- Circa ¾ dei disoccupati egiziani hanno tra i 15 e il 29 anni.

- 8 su 10 laureati non riescono a trovare lavoro.

- Dall’inizio della rivoluzione, gli investimenti diretti esteri in Egitto sono diminuiti del 56%.

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