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La strategia per la sicurezza dei 27

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La crisi in Mali ha nuovamente messo in luce la mancanza di concretezza delle ambizioni militari europee e di una visione condivisa. Malgrado il consenso generale sulla necessità d’azione comune,  la missione è stata lasciata alla sola Francia.

Nel nuovo paper di ECFR, “Europe’s strategic cacophony”, gli autori Nick Witney e Olivier de France, analizzano le strategie di sicurezza di ciascuno dei 27 stati membri dell’UE, concludendo che molte di queste sono antiquate e inadeguate. Gli autori sostengono che sia giunta l’ora per i leader europei di porsi importanti domande sulla sicurezza, di condividere idee e di lanciare un vero dialogo strategico in vista del Consiglio Europeo di dicembre.

Il fallimento dovuto alla mancanza di una seria riflessione sulla questione della sicurezza: costituisce un costo: La mancata comprensione dei rischi che l’Europa può trovarsi ad affrontare impedisce, a causa dei tagli di budget dovuti alla crisi, di sostenere le spese militari; minaccia la credibilità Europea: Senza una vera cultura strategica, le ambizioni dell’Europa e degli stessi stati membri di raggiungere una credibilità a livello globale, sono indebolite; ci espone a seri rischi: pochi stati europei , guardando oltre alle finalità di occupazione, sociali ed industriali, si chiedono a cosa servano realmente le forze armate.

 

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