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Israele e Palestina: l’Europa e la soluzione di due Stati

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Il tempo sta per scadere: le fondamenta della proposta dei due Stati sono state smantellate dalla dura espansione degli insediamenti israeliani, dalla chiusura di Gaza e dal sistematico indebolimento della presenza palestinese a Gerusalemme Est e Cisgiordania. 

Nell’intensificare l’occupazione, Israele sta andando incontro allo stesso destino che una volta fu del Sud Africa dell’apartheid: sanzioni e isolamento internazionale. Nel frattempo, gli aiuti alla Palestina stanno tenendo in vita un’economia totalmente dipendente da risorse esterne.

Nick Witneysostiene che l’Europa si trovi in una posizione unica per rilanciare la soluzione di due Stati. Tuttavia, l’Europa stessa deve dimostrare il proprio una posizione di fermezza nei confronti di entrambe le parti.

Per quanto riguarda Israele, l’Ue dovrebbe:

  • Bloccare la concessione di benefici(come l’accesso al mercato e ai fondi europei) ai cittadini e alle imprese delle colonie e bloccare le preferenze ai legami bilaterali fino a che l’occupazione non verrà rallentata.
  • Opporsi alla linea politica israelianasecondo cui la questione iraniana sia da affrontare prima di qualsiasi accordo di pace e che non si possa negoziare con Hamas.

Per quanto riguarda la Palestina, l’Ue dovrebbe ridurre gli aiuti (1 miliardo di €) e sostituirli con progetti di sviluppo e pressione su Israele affinché permetta all’economia palestinese di crescere.

Secondo Nick Witney:“Come già accaduto in passato, l’Europa fa importanti dichiarazioni che poi invalida nei fatti. Dal momento che, negli ultimi anni, i legami con Israele sono stati rafforzati, sia a livello europeo che nazionale, gli israeliani hanno imparato a considerare i richiami europei sugli insediamenti e l’occupazione come privi di conseguenze. E, a meno che Israele si renda presto conto di come stia ‘perdendo’ l’Europa, il risultato finale sarà disastroso per tutti”.

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