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Il riarmo finalizzato al controllo degli armamenti in Europa

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Il controllo degli armamenti non è mai stato concepito affinchè i contendenti diventino amici, ma piuttosto per prevenire la corsa agli armamenti o evitare guerre. Gli attuali trattati per il controllo degli armamenti, compreso l’Intermediate-Range Nuclear Forces (INF) Treaty, sono obsoleti poiché non più in grado di ridurre il rischio di un'escalation militare tra Occidente e Russia. Gli attuali sforzi per rafforzare il controllo degli armamenti sono destinati a fallire poiché l'annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 ha causato un'irreparabile frattura nella fiducia tra le parti.

Per rendere efficaci i trattati futuri, questi dovranno adattarsi agli interessi dei loro firmatari. La Russia sa che non può eguagliare l'Occidente in nessun campo fatta eccezione per la pura forza militare; dunque fintanto che avrà un vantaggio militare sul fianco occidentale, il paese non prenderà sul serio il controllo degli armamenti.

L'Europa non deve accettare l’imprevedibile minaccia  russa come un fatto immutabile. Può agire e per scombinare i piani di Mosca dovrebbe:

• Migliorare le proprie capacità attraverso un approccio condiviso al controllo degli armamenti in modo da fornire sufficiente prevedibilità, sicurezza e stabilità delle crisi.

• Incrementare significativamente l’ambito, la portata, il tempo e le capacità tecniche delle forze militari della NATO sul fianco orientale.

• Migliorare la prontezza, la capacità e la “schierabilità” delle forze armate europee.

• Rendere questi miglioramenti visibili alla Russia (attraverso spiegazioni, esercitazioni e altre iniziative).

Nota per i redattori

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Contatti media:

Per commenti e interviste: Ana Ramic, ana.ramic@ecfr.eu  T: +49 (0) 30 3250510-27 M: +49 (0) 151 65114216 press@ecfr.eu.

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