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Giochi di confine: la risposta spagnola alla sfida populista sulla migrazione

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  • Spagna ed Europa hanno bisogno di una nuova narrativa sulla migrazione: Madrid si sta già muovendo in merito ma resta da vedere come metterà in pratica questa strategia.
  • Gli spagnoli sono relativamente aperti alla migrazione, tuttavia la sfida politica per il governo spagnolo dovrebbe essere quella di placare, e non incentivare i timori di invasione dei migranti.
  • Il governo spagnolo ha chiesto la riforma del sistema di asilo dell'UE, promuovendo la solidarietà e la condivisione delle responsabilità piuttosto che la limitazione ai "movimenti secondari".
  • La diplomazia spagnola in materia di migrazione aspira a collaborare con i paesi di origine e di transito piuttosto che agire in modo coercitivo nei loro confronti.
  • L'esperienza spagnola dovrebbe incentivare gli Stati membri dell'UE a cercare risposte alla sfida populista attraverso politiche globali, pianificate e proattive che considerano il fenomeno migratorio normale e necessario.

 

La Spagna ha sempre promosso un atteggiamento generalmente accogliente nei confronti dei nuovi arrivati. Tuttavia, negli anni sono emerse manifestazioni di ansia collettiva e, dal picco di arrivi del 2017-2018 di migranti provenienti dalla rotta del Mediterraneo occidentale, il tema dell'immigrazione in Spagna è stato più politicizzato rispetto ai periodi precedenti.

 

Sebbene l'opinione pubblica spagnola abbia mantenuto un atteggiamento relativamente aperto nei confronti dei migranti e dei rifugiati, la gestione della migrazione e dell'asilo rimane una sfida politica per il governo spagnolo.

 

Il nuovo rapporto ECFR Border games: Has Spain found an answer to the populist challenge on migration? - di Shoshana Fine e José Ignacio Torreblanca avanza 3 proposte per elaborare una politica migratoria comprensiva. La sfida per la Spagna è lavorare affinché l'ansia da invasione non comprometta lo sviluppo di nuovi modi di pensare la migrazione e il perseguimento di essi.

 

L’analisi si basa su interviste condotte con stakeholder del governo spagnolo a Madrid e Bruxelles e con esperti di governance della migrazione in Spagna, comprese le organizzazioni internazionali, il mondo accademico, ONG e media.

 

L'Unione Europea e i gli Stati membri possono imparare dall'esperienza spagnola formulando nuovi modi di pensare la politica migratoria, basandosi su un'etica di solidarietà e vedendo la migrazione al di là della lente di un problema da risolvere.

 

Gli autori delineano tre principi per la governance della migrazione in Europa:

  1. Cooperare, non delegare attraverso un approccio globale alle pratiche di esternalizzazione, che non dovrebbe limitarsi a contenere i migranti e i rifugiati nei paesi terzi, ma fornire all'Europa vie legali solide e sistematiche.
  2. Essere proattivi, non reattivi: la migrazione è un fenomeno strutturale nel contesto della globalizzazione. Essa richiede una governance pianificata e sostenibile, basata su dati concreti. Una governance migratoria sana deve essere basata sui diritti e accettata come un evento normale, dato il suo potenziale per dare un contributo positivo.
  3. Cercare consenso, non coercizione: un'eccessiva concentrazione sui controlli alle frontiere, sulla punizione e sui paesi di origine o di transito è probabilmente controproducente per promuovere lo sviluppo della regione e compromette un approccio di partenariato.

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