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Elezioni Europee: come gli antieuropeisti potrebbero bloccare l’UE

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Il rapporto evidenzia come i partiti antieuropeisti potrebbero bloccare il Parlamento Europeo dopo le elezioni di maggio e cosa questo potrebbe significare per il futuro dell'Europa

Lo studio identifica le aree di azione europea che gli antieuropeisti potrebbero indebolire ed a cui potrebbero causare danni irreparabili, come commercio, sicurezza difesa

ECFR svolgerà sondaggi in tutta l'UE nel periodo pre e post-elettorale.  Questo esercizio permetterà di identificare i principali ambiti di confronto tra partiti ed i temi prioritari per gli elettori europei di ciascun stato membro.  

 

Il nuovo rapporto ECFR  rivela come i partiti antieuropeisti siano sulla buona strada per conquistare un terzo dei seggi in Parlamento Europeo che basterebbe a vanificarne l’attività, minare la sicurezza e la difesa dell'Europa, ed a provocare uno scontro politico che potrebbe contribuire alla fine del progetto europeo.   

Il rapportoThe 2019 European Elections: How anti-Europeans plan to wreck Europe and what can be done to stop itfornisce una mappatura completa dell’impatto che potrebbero avere i partiti antieuropeisti in vista delle elezioni del Parlamento Europeo. Redatto sulla base delle analisi dei ricercatori associati nelle capitali europee, interviste a partiti politici, responsabili politici ed esperti in politica, nonché analisi di gruppi di elettori e dei manifesti di partito, il rapporto ECFR esamina quale sia la posta in gioco in ciascuno dei 27 Stati membri e monitora l'influenza che i partiti antieuropeisti potrebbero esercitare su questioni chiave come  commercio, sicurezza, cambiamento climatico e bilancio UE qualora decidessero di collaborare in seno al Parlamento Europeo. 

Il rapporto sostiene come, nonostante i partiti antieuropeisti siano divisi tra loro, è probabile che collaborino per indebolire la cooperazione europea e impedire che siano prese azioni contro gli Stati membri che violano i valori dell'UE. 

Lo studio conclude che le elezioni del Parlamento Europeo di quest'anno saranno le più importanti di sempre. Con esse è in gioco il futuro dell'Europa in quanto potenza internazionale in grado di garantire sicurezza e prosperità per i propri cittadini. 

Secondo il rapporto, i legislatori antieuropeisti potrebbero:

·   Inibire la risposta dell'Europa alle principali sfide di politica estera facendo pressione affinché siano revocate le sanzioni contro la Russia, indebolendo la NATO ed esigendo risposte a livello nazionale, piuttosto che europeo, alle minacce economiche poste da Cina e  Stati Uniti. 

·     Destabilizzare lo stato di diritto in Europa bloccando le procedure dell'Articolo 7 in Parlamento Europeo e indebolendo la capacità dell'Europa di difendere dall'interno la democrazia e di prevenire le violazioni dei diritti umani.   

·     Danneggiare la competitività economica dell'Europa ostacolando la negoziazione o la ratifica degli accordi di libero scambio (FTA), come nel caso di un accordo post-Brexit con il Regno Unito. Secondo il rapporto, i partiti antieuropeisti sceglieranno la politica commerciale come principale luogo di scontro.

·     Mettere a repentaglio la libertà di circolazione in Europa avanzando la proposta di ripristino di rigidi controlli alle frontiere interne come principale soluzione alla sfida migratoria dell'UE.

·     Ostacolare gli sforzi globali finalizzati a frenare il cambiamento climatico facendosi promotori del ritiro del proprio paese e dell'UE in generale dagli accordi multilaterali, come quello di Parigi sul clima.

·     Promuovere la disintegrazione dell'UE dall'interno facendo naufragare i negoziati sul bilancio, bloccando la nomina del Commissario e utilizzando la propria piattaforma in Parlamento per promuovere negli Stati membri referendum sulla permanenza nell’UE. La paralisi che ne seguirebbe indebolirebbe l’argomentazione secondo cui l'UE sarebbe riformabile.

·     Cambiare la cultura politica dell'Europa: il successo alle elezioni del Parlamento Europeo potrebbe essere utilizzato come trampolino di lancio per il successo in quelle nazionali. L’impatto maggiore potrebbe aversi sulle elezioni nazionali nel 2019 in Danimarca, Estonia e Slovacchia, che potrebbero portare al potere i nazionalisti come partner di coalizione, ostacolando così il lavoro del Consiglio Europeo. 

Attraverso un’analisi delle prossime campagne elettorali e delle strategie per combattere gli antieuropeististi, il rapporto suggerisce come:

·     Gli europeisti debbano rendere il dibattito più accessibile per mostrare i costi reali delle agende dei partiti antieuropeisti su diverse politiche. Nella maggior parte dei paesi, le questioni politiche nazionali domineranno la campagna, e l’immigrazione sarà solo una delle questioni rilevanti in ciascun Stato membro, ad eccezione di Portogallo, Irlanda e Lituania.

·     I partiti conservatori tradizionali dovrebbero astenersi dall'adottare l'agenda dei partiti di estrema destra e dall’unirsi a loro in coalizioni.  

·     I partiti tradizionali debbano rivolgere l'attenzione alle preoccupazioni degli elettori in materia di politica estera, clima, sicurezza, difesa, crescita e occupazione, ambiti rispetto ai quali i nazionalisti sono divisi e hanno meno da dire.  

Questo rapporto ECFR è il primo risultato del progetto ECFR "Unlock Europe's Majority" e sarà integrato da ulteriori analisi e sondaggi tra gli Stati membri durante tutto il ciclo elettorale.

I sondaggi ECFR identificheranno gli argomenti di confronto tra partiti politici, le principali preoccupazioni degli elettori in 15 Stati membri dell'UE, e l’impatto che i risultati avranno su importanti questioni politiche come la politica estera. Il lavoro ed i relativi rapporti verranno pubblicati in tre fasi, tra febbraio e giugno 2019.

Secondo Mark Leonard, Direttore di ECFR:

“L'avvertimento lanciato dal rapporto ECFR, ossia che i partiti antieuropeisti stanno guadagnando terreno e potrebbero bloccare l'UE, dovrebbe destare l’attenzione degli europeisti i quali non dovrebbero rimanere intrappolati nell’idea di dover difendere lo status quo in Europa o permettere che le elezioni diventino un referendum sulla questione migratoria (che è esattamente il terreno di confronto che intendono sfruttare gli antieuropeisti).

Al contrario, gli europeisti dovrebbero farsi portavoce della maggioranza silenziosa, attraverso un impegno elettorale su diverse questioni che hanno un impatto sul voto degli elettori e che sono chiave per i diversi elettorati europei, tra cui il cambiamento climatico, la questione privacy su Facebook ,  il rischio di un’aggressione russa, stabilità economica e standard di vita, stato di diritto e rischio di indebolimento democratico” 

Secondo Susi Dennison, Senior Fellow e Direttore del programma European di ECFR:

“Il rapporto ECFR mostra quanto sia alta la posta in gioco e quanti danni potrebbero fare gli antieuropeisti. Oltre a vanificare le politiche dell'UE a favore dei cittadini europei (dagli accordi commerciali all'azione contro le politiche russe), gli antieuropeisti useranno il potere in seno al Parlamento Europeo come trampolino di lancio per trasformare la politica in tutta Europa. Noi vorremmo offrire una strategia di contrattacco, che consiste nel provocare una spaccatura tra i partiti antieuropeisti, nell’esporre i costi reali delle loro idee politiche e nell’identificare nuovi temi in grado di motivare gli elettori.”

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