Ufficio di Roma - Rome Office


Europa: la Polonia si allontana

Pubblicazione

By


Se la Polonia continuerà ad allontanarsi dall’UE, non solo indebolirà la propria influenza come stato membro ma metterà alla prova la coesione interna dell’Europa.

Con la vittoria elettorale nel 2015 del partito polacco Diritto e Giustizia (PiS), la politica polacca è stata capovolta. Tramite una serie di azioni, che hanno portato l’UE a rispondere con la minaccia delle sanzioni, il PiS ha incominciato ad interferire direttamente nel funzionamento delle istituzioni democratiche del paese.

Sebbene l’88% dei polacchi voglia rimanere nel dell’UE, oggi la Polonia si sta gradualmente allontanando dagli ideali ed i valori europei. Il governo polacco è sempre più insoddisfatto di un‘UE che ritiene stia modificando l’identità etnico-culturale della Polonia e che ne stia ostacolando le ambizioni economiche. La politica polacca sta intraprendendo un percorso di cambiamento paradigmatico. Se l’allineamento con l’Europa occidentale risale alla trasformazione del paese avvenuta dopo il 1989, oggi il PiS vede l’UE più come una minaccia che come fonte di opportunità.

In “Europe and its discontents: Poland’s collision course with the EU“, Piotr Buras, direttore di ECFR Varsavia, spiega le cause e conseguenze della manovra ideologica ed economica polacca contro l’Europa. Il partito ha sostituito con successo l’ideale degli anni 90 di ‘allineamento‘ ai valori ed economie occidentali con quello populista di ‘emancipazione‘ dagli ex partners.

La Polonia è intrappolata in un paradosso: ha bisogno dell’UE per il proprio sviluppo economico, ma sente che non può adempiere alle proprie ambizioni o rimanere fedele alla propria identità qualora continuasse a seguire il modello europeo.  La decisione del governo polacco di distanziarsi dagli ideali europei ha portato all’allontanamento dal suo principale partner – la Germania. Per contrapporre l’ascendente di Berlino sul resto dell’UE, la Polonia sta tentando di allacciare rapporti con stati membri più euroscettici, tra cui gli stati Visegrád e la Gran Bretagna.

La Polonia è sempre stata uno stato membro dell’UE particolare, a cavallo tra Eurozona ed UE e le divisioni fra occidente ed oriente: di recente ha indebolito la propria influenza, allontanando anziché riunendo i propri partner europei. Questo aspetto è sempre più evidente nella politica estera polacca. La Polonia ha manifestato un impegno sempre minore nei confronti della Politica di Sicurezza e Difesa europea, avvicinandosi invece agli Stati Uniti e NATO.

Inoltre, dimostrando un approccio poco entusiasta rispetto al Partenariato Orientale – lanciato nel 2009 a guida svedese – Varsavia ha sprecato quell’ influenza sulle questioni dell’Europa orientale, che aveva così faticosamente ottenuto.  

Secondo Piotr Buras, Varsavia vuole beneficiare del mercato singolo e dei fondi di coesione, ma non è pronta a partecipare a progetti di integrazione che costituirebbero le fondamenta per un vero sentimento di solidarietà e cooperazione. Quando si tratta di una politica di immigrazione comune, di difesa o climatica - il governo e la società polacca condividono un alto livello di scetticismo.

Nei prossimi mesi, la Polonia dovrà affrontare dei negoziati difficili sui futuri fondi comunitari. L’UE potrebbe decidere di concedere alcuni contributi e benefici solo se la Polonia darà prova di rispettare le leggi.

La Polonia ha bisogno di legittimare l’idea di essere fortemente ancorata ad un’Europa in cambiamento. Ma questo non sarà possibile se non tramite il rispetto della legge e la protezione delle istituzioni democratiche, che fungono da principi fondamentali dell’UE. Sebbene la possibilità che la Polonia lasci l’Europa non sia ancora contemplata, il governo polacco deve essere attento. Se continua ad allontanarsi dall’Europa, c’è il rischio che sia l’UE a ‘lasciare’ la Polonia per prima.

Altre pubblicazioni